Parkour: First injury

E andiamo, primo stop durante una sessione di parkour.

“Ero lì, bello come il sole, un’ora di potenziamento …ma non ti vado a sbagliare il salto?”

“E cosa vuoi di più dalla vita?”

“Un ZIOCANO!!”

Complice le scarpe con suola più liscia delle gomme della Ferrari dopo un GP, mi sono sfracellato il ginocchio sinistro contro un bel muro di marmo questo venerdì. Che dire, prima o poi doveva accadere, però che palle. Più che la botta mi rompe che ho dovuto interrompere gli allenamenti, uff :)

A occhio e croce però sta settimana dovrei essere di nuovo in carreggiata :)

Parkour = Courage

Parkour uguale Coraggio. Parkour come filosofia.

Sei lì a 2 metri d’altezza che dici “Ma si isi” poi ti basta salire 40 cm sulla ringhiera per spiccare il salto e stai lì 10 minuti prima di dire “Fino a 2 secondi fa era basso, eccheccazzo salta!”. Saper lasciarsi andare, sapersi buttare, non aver paura, credere in se stessi. Questo alla base, sotto le più pratiche questioni tecniche di stacco, atterraggio, rolling e via dicendo. Sapersi buttare, non avere paura.

Questo ho appreso in una delle ultime sessioni che ho fatto, sicuramente una delle più divertenti, in cui ho trovato nuovi punti dove arrampicarmi e rotolare in giro per la Bicocca. Ancora un ostacolo rimane, il mio primo salto di precisione, ma a quello ci penserò sicuramente entro i primi di giugno, stay tuned :D

(Post scritto con 2 settimane di ritardo e predatato per coerenza temporale :asd: )